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Non possiedo Assassin's Creed o The Lord of the Rings

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Eagle On The Warpath

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I

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«Io sarei cosa?»

«Un Istari.»

«E che diamine sarebbe un Istari?»

«Uno… Stregone.»

Silenzio.

«…Non sai cosa un Istari è?»

«Ti sembro un Istari?»

Legolas lo guardò su e giù. Bastone in mano, lunghe vesti bianche e rosse e la faccia nascosta da un cappuccio a becco.

«Sì.»

Desmond alzò le mani al cielo, infastidito. Ma dove minchia sono finito? All'Inferno? Una terra maledetta? Una qualche assurda allucinazione creata da Giunone per tormentarmi anche nella morte?

Con un sospiro Desmond riportò i suoi occhi sul nanetto barbuto, lo spilungone con le orecchie a punta e quel cadavere umano che si faceva passare per vivo nonostante le occhiaie.

«Non sono un Istari, sono solo un uomo, umano. Uno che non ha la più pallida idea di dove sia e che cazzo stia succedendo. Uno che non sa che minchia sono queste cose,» disse indicando con un ampio gesto della mano la carneficina a cui aveva preso parte insieme ai tre: «perché vi hanno attaccato e soprattutto chi diamine siete voi.» finì puntando la punta del suo Bastone dell'Eden, con Mela annessa, verso il trio armato fino ai denti.

Aragorn, Legolas e Gimli si guardarono tra di loro, incerti.

Desmond attese, impaziente.

Se non fosse che uno brillava d'oro e gli altri due blu con l'Occhio dell'Aquila, Desmond se ne sarebbe già andato da questo gola tetra e tombale.

Questo luogo gli dava i brividi. Aveva come l'impressione che loro quattro fossero a un passo dalle porte del Regno dei Morti.

«Io sono Aragorn, figlio di Arathorn, al tuo servizio.» si presentò faccia smunta con un inchino.

«Io sono Gimli, figlio di Glòin, al tuo servizio.» si presentò lo gnomo da giardino con un inchino.

«E io sono Legolas, figlio di Thranduil, al tuo servizio.» si presentò la pertica di cartapesta con un inchino.

«Piacere, io sono Desmond Miles, al vostro servizio.» rispose guardingo l'Assassino ricambiando l'inchino.

«E che ci fa qui, Mastro Desmond?» chiese Gimli con uno sguardo tra il sospettoso e il curioso.

«Diavolo se lo so.» rispose fissando accigliato la verga che teneva tra le mani: «Sono sicuro che dovrei essere morto e invece mi sono risvegliato qui. Con un Bastone che ho solo visto ma mai posseduto, una Mela che sono sicuro di aver lasciato con i miei compagni e vesti che non avevo addosso quando sono morto. E sono piuttosto sicuro che dovrei essere morto visto che ha fatto così male da sentirmi morire

Con un sospiro sconfortato Desmond si rivolse verso i tre che lo guardavano con espressioni che dicevano chiaramente che non sapevano cosa dire a tali rivelazioni.

«E voi invece che ci fate qui? Non mi sembra che questo posto sia un luogo adatto ai vivi visto tutto… questo.» finì gesticolando con le mani verso gli alberi morti, aria tetra e gli scheletri e cadaveri ammuffiti ai loro piedi.

Muso smorto – Aragorn, si corresse mentalmente Desmond – scattò sull'attenti alla domanda e si affrettò a spiegare: «Oh, noi. Noi ci stiamo dirigendo verso i Sentieri dei Morti per convincere gli Spergiuri ad aiutarci a combattere contro l'esercito di Sauron per scacciarlo da queste terre.»

Desmond aggrottò le sopracciglia.

«Spergiuri? E chi sarebbe questo Sauron?»

I tre lo guardarono allibiti.

«Tu… non sai chi è Sauron?»

Per poco Desmond non sollevò gli occhi al cielo: «No.»

«Ma… Tutti sanno chi è il Signore Oscuro.»

«Be', io no.»

Alle loro facce sconcertate, con un ennesimo sospiro, Desmond gli consigliò: «Fate finta che io abbia amnesia e ditemi cosa sta succedendo.»

I tre si guardarono tra di loro, di nuovo, e Aragorn che a quanto pareva era il capo del trio iniziò a spiegare: «Il Signore Oscuro Sauron con un esercito di orchi sta marciando verso Gondor per conquistarla e distruggerla, e se non lo fermiamo dopo che avrà raso al suolo la città di Minas Tirith punterà il suo occhio su tutti gli altri regni e popoli di Arda così che possa distruggerli e governare incontrastato su questo mondo.»

«Ah.»

Questo Sauron mi ricorda un po' Giunone. Che gioia.

«E questi Spergiuri?»

Aragorn sembrava un po' a disagio: «Loro… loro sono un esercito maledetto di uomini che quando Isildur, l'ultimo Re di Gondor, chiese loro che venissero di aiutarlo a scacciare il nemico, invece di mantenere la parola data al Re, fuggirono. Allora Isildur li maledisse per la loro vigliaccheria condannandoli a non essere in pace ne da vivi ne da morti.»

Abbattuto continuò: «Loro… loro sono la nostra unica speranza per riuscire a vincere. Le nostre forze al momento non sono abbastanza grandi per poterlo battere, e senza il loro aiuto verremmo sicuramente sconfitti. Io sono l'ultimo erede di Isildur, se vogliono essere finalmente liberi dalla maledizione devono prestare fede alla promessa fatta al mio antenato, di venire in aiuto di Gondor in caso di bisogno.»

Dopo tutto quello che aveva passato negli ultimi mesi, per Desmond un esercito di non-morti non era più poi così impressionante.

«Capisco.» fu la sua calma risposta.

Desmond rifletté sulla situazione, e tenendo conto di quello che gli avevano appena detto e all'urgere dei suoi antenati, senza contare i suoi valori morali e la sua coscienza, giunse all'unica risposta possibile. Per lui almeno.

Annuendo a se stesso, Desmond si rivolse verso i tre guerrieri: «Ok, vi aiuto. Andiamo a incontrare questi Non-Morti.»

Gli occhi dei tre strabuzzarono alle sue parole: «Scusa?»

Passando loro oltre, con il suo bastone che picchiettava la terra come la cadenza di una marcia funebre, rispose impaziente: «Mi avete sentito. Sarò uno straniero in queste terre, ma non sono così stronzo da non aiutare.»

E borbottando tra sé e sé, aggiunse sottovoce: «E poi questo Sauron mi sta già antipatico.»

L'elfo, il nano e l'uomo si guardarono tra di loro, insicuri di cosa pensare del loro nuovo compagno, ma non sentendo bugie nelle sue parole, misero da parte i dubbi e le domande riguardo al loro nuovo compagno di avventura e lo seguirono.

E nelle tenebre i quattro si avventurarono.

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Note dell'Autrice:
Io… non ho la più pallida idea da dove questa sia venuta.
Nope. Non ne ho proprio idea.
L'unica cosa che so è che all'improvviso il discorso iniziale della storia è uscito dal nulla (anche se all'inizio era Mithradir visto che pensavo che fosse la razza di cui faceva parte Gandalf e non uno dei suoi soprannomi) e poi il resto della storia è venuta fuori da sola. E pensare che di Tolkien ho solo visto i film, e non me ne ricordo uno. Sono proprio tutti un vago ricordo.
Oh be', chissene. Oramai è qui e mi piace.
Spero che piaccia anche a voi.

…Dovrei continuare?

P.S. La storia la troverete anche su Ao3 & Efp Fanfic