EL GATO NEGRO

Ormai erano le due di notte passate, la macchina blue navy del Maggiore O'Donnell si faceva più luminosa sotto la luce notturna dei lampioni. La pioggia batteva forte e i tergicristalli con essa. O'Donnell era in auto con il figlio Chris di ritorno da una festa, discutevano nervosamente per una nuova missione in Medio Oriente
"Chris ascoltami, questa è l'ultima missione te lo prometto" disse il padre con rammarico, " Dici sempre così papà!" Il figlio ribatte' con arroganza. "Questa volta è la verità tra le altre cose, dopo l'operazione al collo le cose non sono più come prima. Chiederò il congedo dopo la missione".il padre continuò a guardare la strada.
Il figlio non era uno sciocco sapeva che c'era dell' altro. " C'è qualcosa che non mi dici, non ci credo alla storia del congedo" replicò il figlio, tirò fuori dalla tasca del giubbotto di pelle le cuffiette collegandole al telefono. Con le goccie di pioggia sul vetro di faceva fatica anche a vedere il semaforo. Sulla corsia di fronte a lui una macchina scura continuava a lampeggiarlo con gli abbaglianti, a luce verde passò e il figlio vide una macchina sulla sinistra del padre partire a grande velocità. " Papà frena ci vengono..." Il figlio non riuscì a terminare la frase finendo sulla corsia a fianco. Gli uomini scesero dalla macchina requisendo il figlio ancora stordito, spararono alla spalla il padre, a loro non serviva morto.
La mattina seguente Tony entrò all' NCIS trionfante dalla serata precedente gongolandosi tra i colleghi. "Passato una bella serata Tony?" Chiese incuriosita l'israeliana David "Tu non ne hai idea Ziva!. Ieri con una provocante Olivia abbiamo bevuto un aperitivo poi siamo andati a casa sua a cena, ovviamente ha cucinato lei. Beh... Poi puntini. puntini. Puntini" le risposte lui sedendosi con chalance sul l'angolo della scrivania di Ziva.

Poco dopo arrivò anche McGee " Sei felice anche oggi è Tony?! Fammi indovinare... Un'altra donna irresistibile?" Gli chiese scherzando. "Se ti fa piacere si Mcgenio" rispondendogli, McGee guardò Ziva "Ma è già la terza in questo mese!".
"Che ti devo dire... Piaccio alle donne" commentò di nuovo Tony.
Ziva si intromise nel discorso "Mi piacerebbe tanto sentire parlare di tutte le sue fiamme... Ma per cambiare argomento che mi dite del ragazzo rapito in piena notte dentro l'auto tamponata?!". Tony le se avvicinò alzando il sopracciglio e jel mentre ridacchiò " l'ho sentito stamattina alla radio, questa notte ero impegnato sotto le coperte". Ziva lo allontanò con la mano stufa di sentire parlare delle sue donne.
"Ziva ha ragione, parleremo più tardi delle tue donne DiNozzo. Prendete l'attrezzatura andiamo sulla Columbia Heights - Road Northwest" la voce di Gibbs rimbombava dalle scale, dando uno scappellotto sulla nuca di Tony la sua squadra si preparò all' istante, in seguito si rivolse alla sua agente "Ziva al nostro rientro ti devi recare in sala comunicazioni con Vance".

Sulla scena del crimine si trovava ancora la macchina del maggiore O'Donnell, con pezzi di vetro a terra e macchie del suo sangue. Il corpo del maggiore fu portato d'urgenza in ospedale, riscontrò ferite multiple causate dal colpo e il proiettile che colpì la spalla creò una emorragia interna. Dopo l'operazione fu attaccato al respiratore in attesa di miglioramenti.

"Capo, che c'entra la scomparsa del ragazzo con noi?! Non era un marines" domandò DiNozzo fotografando gli elementi presenti sulla scena, "Non il figlio DiNozzo ma il padre. Il Maggiore Gerard O'Donnell. C'è molto di più sotto". Gibbs trangugiò tutto il caffè che reggeva in mano. "Gibbs, quello che vogliamo sapere è tutto qui, hanno voluto creare un incidente per poi rapire il figlio e hanno sparato al Maggiore senza ucciderlo. Probabilmente solo per spaventarlo" Ziva espresse la sua ipotesi sicurissima che ci fosse dell'altro. "Sta a noi scoprirlo Ziva!" commentò Gibbs.

Tornati all'NCIS Ziva si diresse subito in sala comunicazioni

"Direttore Vance voleva vedermi?"

Vance fece cenno di attivare la comunicazione "Agente David. Lui è l'agente Javier Pena"

"Buoenos dias agente David"accentuando un sorriso tra i baffetti

"L'ho fatta venire qui per perché voglio che raggiunga Javier in Messico a Monterrey. Pare che le nostre indagini siano collegate".

"Un grosso trafficante di nome Eduardo Lopez detto El gato negro ha fatto rapire il figlio del Maggiore O'Donnell. Ora si trova qui in Messico. Lopez ha corrotto un'agente della DEA il quale ha un contatto alla base di Barracks."Spiegò Javier.

"Quindi O'Donnell aveva scoperto qualcosa, lavora anche lui alla base giusto?! Ed è probabile che lui abbia visto chi sia stato a provocare l'incidente. E finche non si sveglia non più dirci chi sia stato."espose Ziva.

"Ziva un aereo privato sarà pronto tra due ore che ti porterà a Monterrey" aggiunse Vance

"Ti verrò a prendere in aeroporto"Pena fece un cenno e chiuse la videochiamata.

Tony aspettava Ziva, curioso di sapere tutto da lei, infatti le aveva portato del caffè e due ciambelle ricoperte di cioccolato con sopra granella di nocciole. Secondo Tony lei non avrebbe resistito alle deliziose ciambelle.

DiNozzo, lo sai vero che non cadrà nella ragnatela?" gli domandò Gibbs digitando sulla tastiera del computer

Tony stava la stava aspettando come una mosca che attende la sua preda "Ziva …. Sei qui!".

Ziva ormai lo conosceva bene, e vedendo il piccolo pensiero lasciatole sulla scrivania sapeva già quello che lui voleva in cambio "Che cosa vuoi in cambio Tony?". "Nulla, non posso semplicemente offrirti queste meravigliose ciambelle con cioccolato?" ribadì con un bellissimo sorriso. Lei guardò lì orologio al polso, prese le sue cose e le ciambelle rivolgendosi a Gibbs, "Gibbs, io dovrei andare". Prese l'ascensore e se ne andò, Gibbs in quel momento scrutava Vance sulle scale con aria di sfida. "Capo la lascia andare via cosi?!" domandò Tony nervoso

"DiNozzo tu e McGee andate alla base di Barracks"ordinò lui, Tony e McGee indugiarono per qualche istante e Gibbs ribadì il suo ordine "E' un ordine Tony!. Andate".

Gibbs seguì Vance nel suo ufficio, non era affatto d'accordo che non lo avesse coinvolto nella decisione "Perché non mi hai detto nulla sull'incarico per Ziva?"

"Non sono obbligato a dirti ogni mia decisione Gibbs! Ho scelto Ziva perché credo che possa farcela. Il figlio di O'Donnell è stato preso dagli uomini di Eduardo Lopez, un trafficante Messicano." gli rispose schiettamente Vance

"E l'hai mandata in Messico da sola?"Gibbs era ancora più nervoso, "Non è sola, è affiancata all'agente Javier Pena della DEA. Lavoreremo con loro Gibbs".

A Gibbs non gli andava giù che Vance lo avesse tenuto all'oscuro di tutto, ed era ancora più irritato e alzò il tono di voce "Leon, non avresti dovuto tenermi allo scuro di tutto, tu sapevi già prima di me che cosa stava succedendo. Ziva è un mio agente e fa parte della mia squadra!". "Si fa parte della tua squadra ma lavora per me come te e gli altri" Vance gli rispose con fermezza senza aggiungere altro, Gibbs si congedò sbattendo la porta.

Alla base di Barracks Tony e Tim interrogarono molti alla base, tutti quelli interrogati rilasciarono la stessa testimonianza. Ovvero che era un ottimo membro della marina, andava d'accordo con tutti. Era ammirato anche dal figlio anche se non voleva saperne di entrare nella marina. Negli ultimi tempi O'Donnell stava seguendo un'indagine, sapeva che girava droga nella base e che ci fosse qualcuno che la smerciava. La testimonianza del Colonnello Martin Andrews era amato da molti e odiato da altri, lui addestrava i nuovi cadetti. "E' un ottimo elemento agenti, so che ha accettato una missione in Medio Oriente, poi sarebbe andato in congedo".

"Perché in congedo?" chiese DiNozzo

"Un anno fa tornò da una missione, e fu colpito al collo da un proiettile. Mi disse che dopo l'operazione non era più lo stesso"rispondendo alla sua domanda.

"In che senso?" chiese Tim

Il Colonnello si sedette sulla sedia dietro la scrivania "Si sentiva vecchio!". Tim aggiunse "E perché accettare la nuova missione?"

"Perché è un marine …. non puoi cambiare quello che sei e quello che sei nato per fare. Ora se volete scusarmi ho delle reclute da addestrare" si alzò dalla sedia e lasciò il disturbo.

Il potenziale indiziato era il Dottor. Malcom Duncan, alto, capelli brizzolati, viso pronunciato, occhi verdi con occhiali rotondi sottili. Dalla sue deposizione lui risulterebbe potrebbe essere il colpevole, alla fine è un medico e ha sottomano ogni tipo di tranquillante, antidolorifico. Doveva curare ogni tipo di problema dei cadetti della base.

Ziva era ormai atterrata in Messico e come promesso ad attenderla c'era Javier appoggiato alla sua auto in piedi con le braccia incrociate. "Hola, Bienvenido in Messico".

"Hola Javier" Ziva affrettò il passo stringendogli la mano calorosamente, lue le prese la valigia mettendola nel baule.

"Stasera dobbiamo incontrare un' informatore alle dieci, intanto ti puoi riposare in hotel, ti ho prenotato una stanza accanto alla mia".

"Che gentile…. Mi ricordi Tony"

"Tony?" chiese continuando a guidare

"Si Antony DiNozzo il mio collega, avete sempre dei secondi fini" le rispose

Javier la guardò mostrandole un sorrisetto.

Arrivata nella sua camera l'inserviente le appoggiò la valigia sul letto, Ziva gli diede una piccola mancia e si congedò. Per la stanchezza si buttò sul letto, dopo una mezzoretta il giovane inserviente bussò alla sua camera riferendole che c'era una chiamata dalla hall. "Un certo James Bond la sta cercando, se vuole può prendere la chiamata qui".

Ziva lo guardò per qualche istante pensando fra se "Avrà capito che James Bond on esiste?", "Non importa la seguo di sotto" disse lei gentilmente

Nella hall prese il telefono "James Bond Tony? Non sono così limitata, so cos'è 007. Hai novità per me?"

Dall'altro capo del telefono Tony ridacchiò "Ho sempre desiderato di farlo. Abbiamo interrogato parecchie persone alla base, il nostro principale indiziato è il medico della base, il Dottor Malcom Duncan. Scavando nel suo passato si è scoperto che prima di lavorare alla base passava farmaci sotto banco ora Gibbs lo sta interrogando". Ziva stava osservando due uomini che discutevano sembrava che fosse più attenta a loro due che a Tony che l'aggiornava sul caso.

Lei sentì la sua voce chiamarla dal telefono "Ziva? Pronto? Mi stai ascoltando?"

"Si ci sono, mi ero distratta, io e Javier questa sera incontreremo un suo informatore, ci sentiamo domani mattina" poi riagganciò il telefono. Prima di ritornare in camera diede una mancia al giovane ragazzo di 10 dollari, senza farsi vedere si nascose dietro ad una colonna. Uno dei due era basso e robusto con capelli rossi vestito semplicemente in Jean e una camicia e l'altro era alto e magro con capelli scuri e pelle scura vestito in giacca e cravatta, i due si strinsero la mano e si lasciarono.

Erano le dieci di sera Ziva e Javier stavano aspettando l'informatore, il locale era abbastanza pieno luci soffuse e un concerto dal vivo, Javier stava aspettando che Ziva arrivasse con le birre. Stava cantando la canzone che in quel momento si stava suonando "Avisale a mi contrario que aqui estoy yo, que venga para que a precie dulce cantar. Duples no quiero que diga que la rumba y no lo invitè…. ". Nel mentre fissava la scatoletta delle sigarette che faceva roteare con le dita, finalmente arrivò Ziva con le birre, dando la sua a Javier. Una decina di minuti più tardi si presentò l'informatore che stringeva fra le mani un cappello grigio "Buena Noches, pardon por el retraso".

"Buena noches Enrique, ella està conmigo. Es un agente federal"

"NCIS"rispose lei

"Buona sera a lei. Ho le informazioni che mi ha chiesto, domani andate a questo indirizzo lo troverete li. Si chiama Beny Ramirez". L'informatore gli passò il foglio scorrendolo sul tavolo. La mattina seguente Ziva si alzò presto facendosi portare la colazione in camera, il giovane inserviente contento per la gentilezza di lei oltre alla sua ordinazione ricevette un vasto di fiori colorati e tovaglioli piegati a cigno.

Ziva affondò la forchetta nella torta al triplo cioccolato gustandosela dolcemente. In seguito bussarono alla porta e non rispose nessuno, prese la pistola dal comodino aprendo la porta con calma tirando con forza l'uomo spiaccicandolo al muro.

"Ricevi sempre così gli ospiti?" commentò Javier con la faccia incollata al muro

"Oddio scusami, non ho notato che fossi tu! Non mi hai risposto nemmeno alla porta" rispose lei posando la sua arma

"Non ti ho risposto perché stavo guardando i file inviati dai tuoi colleghi dell' NCIS".

Lo fece accomodare nella camera, Tony la stava chiamando e si recò al computer, Javier addocchiò l'ultimo pezzo di torta

"Fermati non mangiarti la mia torta" ordinò lei

"Troppo tardi" Javier aveva la bocca piena con le briciole sui baffi

Tony dallo schermo si stava godendo la scena "Buongiorno mon petit pois, nessuno può toccare la torta al cioccolato di Ziva!"

"Sta zitto Tony!" Ziva lo riprese. "Tu devi essere l'agente speciale Anthony DiNozzo" commentò Javier, Tony puntualizzò "Molto speciale Anthony DiNozzo. Allora novità?.

"Dobbiamo incontrare un uomo di Eduardo Lopez. Un grosso trafficante, controlla mezza città di Monterrey"spiegò Javier la sua voce si sentiva dal fondo della camera di Ziva. Nel frattempo arrivò anche Gibbss con il caffè in mano "agente Javier Pena sono Jethro Gibbs, voglio che tutto fili liscio e che recuperiate il figlio illeso Ziva conto su di te!. Il Dottor Malcom Duncan è in fermo per 48h poi dovremmo lasciarlo".

"Lo sa capo sembra di assistere alla cattura di Calderone, solo che non c'è ne Crockett e Tubbs ad arrestarlo" scherzò come sempre Tony.

"DiNozzo!" Gibbs lo fissò con i suoi occhi azzurri dandogli una pacca sulla nuca, "Fatemi sapere per aggiornamenti".

Intanto nella favolosa villa su più piani di Lopez, il figlio del maggiore era rilegato nella camera da letto del primo piano con la finestra che dava sulla piscina. Due gorilla lo prelevarono portandolo al cospetto del boss. Lopez stava divorando frutta per colazione, era il classico messicano solo che era ben vestito, unghie appena curate e grossi anelli doro sulle dita.

"Dovrai rassegnarti gringo, non verrà nessuno a prenderti. Di solito chi mi sfida muore, presto tutti si dimenticheranno di te"

Il ragazzo mostrando aria di superiorità rispose fermamente dimostrando di non aver paura di lui "No io non credo bello!". Dopo il breve colloquio lo riportarono nella sua camera.

Javier scese dalla macchina appostata entrò in una piccola caffetteria ordinando due caffè e due ciambelle, nel tornare alla macchina Ziva era al telefono "…. Shalom…". "Ti ho interrotta? Tieni un caffè" commento lui, "Grazie, non mi hai interrotta avevo finito".

Javier incuriosito fece il giro largo senza andare al punto subito"David, Ziva David! So che c'è il direttore del Mossad che si chiama David".

"Si è così Ilahi David è mio padre, ero un' agente del Mossad quando lavorai per la prima volta al fianco di Gibbs…. È una storia lunga da raccontare" Ziva non se la sentiva di parlare del suo passaggio dal Mossad all' NCIS.

"Allora ti devo tirare fuori le parole?" chiese insistentemente lui, Ziva tirò un sospiro. l'uomo di Lopez per puro caso uscì dal palazzo dove si era rintanato "Forza andiamo a prenderlo" disse lei.

Lo seguirono per un isolato a piedi, l'uomo si accorse di essere seguito ed iniziò la corsa i due lo inseguirono per un altro isolato passando tra i cortiletti delle case. "Javier passo da dietro!" gridò Ziva, lui si limitò con un accenno facendo il giro intero. Ramirez si nascose dentro un edificio pericolante percorrendo tutte le possibili uscite, aprendo porte e salendo scale pericolanti. Ziva lo inseguì guardando dove metteva i piedi. Ramirez corse al secondo piano inseguito da Ziva, mentre saliva l'ultimo gradino crollò e nel cadere all'indietro si afferrò al parapetto. Lei si era sola e doveva trovare il modo di aggrapparsi alla scalinata sul fianco, dondolandosi con le gambe cercando di arrivare al gradino vicino. Le mani le sudavano e sapeva che non avrebbe retto ancora a lungo, sapeva che non avrebbe resistito a lungo, il parapetto era anche pericolante e scricchiolante. Il suo braccio le cedette rimanendo aggrappata solo con un solo arto, un altro scricchiolio peggiorò la situazione facendole mollare l'ultima mano, nel cadere le braccia di Javier l'afferarono con tutta la sua forza "Ti tengo". Riuscì a tirarla su appena in tempo, Ziva era in salvo ma il parapetto dove lei era aggrappata crollò .

"Non farmi più uno scherzo del genere! Mi ha preso un colpo" commento lui con il cuore in sobbalzo

"Come sei entrato?" chiese le riprendendosi

"Semplice ho usato la scala antincendio"la prese per le mani rialzandola

Ziva avanzò seguita da Javier,aprì la porta e il piano era vuoto con passo veloce arrivarono infondo aprì anche questa porta, la loro reazione gli sbianco in volto, era piena di scaffali riempito di vecchi scatoloni impolverati. Si divisero impugnando le armi e setacciando la stanza. Ramirez nel sentire i loro passi buttò gli scaffali a terra sollevando nella stanza un polverone, Javier si scostò di colpo sparando a vuoto, l'uomo espose un colpo verso Javier ferendolo al braccio sinistro.

"Javier. Stai bene?" domandò Ziva, gemendo per il dolore acuto si alzò da terra "Sto bene, è solo un graffio". Ziva continuò la caccia all'uomo, da sotto lo scaffale vide l'ombra dell'avversario lo disarmò dalle sue spalle "NCIS. Sei in arresto", Ramirez si girò violentemente buttandole a terra la pistola. Senza la sua arma non si fermò dando inizio ad uno scontro corpo a corpo. Usò tutte le sue tecniche del Krav Maga colpendo con colpo secco allo sterno abbattendo Ramirez. Cadde a terra facendo fatica a respirare, Ziva si avvicinò "Dammi un nome. Dammi un nome" l'uomo a terra le mormoro solamente " Loro due ….. si conoscono". Javier si avvicinò osservando la scena "E ora che facciamo? Ci serviva vivo"

Ziva raccolse la sua arma da terra aggiornando il partner "E' stato un' incidente, io l'ho solamente colpito per …. Orami è morto, mi ha detto loro due si conoscono". Javier si stava facendo curare il braccio dalla guardia medica, l'edificio era circondato dalla polizia locale e da infermieri che portarono fuori il corpo di Ramirez avvolto. Ziva era al telefono con Tony per aggiornarlo "Abbiamo un problema …. Ho lottato contro Ramirez e l'ho colpito forte ed è morto, mi ha soltanto detto loro due si conoscono. Davvero? Abby l'ha già analizzata?.D'accordo Tony grazie".

Tony si avvicinò alla scrivania di Gibbs "Capo era Ziva, Ramirez è morto, l'ho ha colpito forte durante uno scontro, non lo ha fatto apposta, prima di morire le ha detto loro due si conoscono. Che si fa ora non abbiamo nulla sul Malcom". Gibbs alzò lo sguardo verso di lui "Ha bisogno di te, vai da lei una mano in più le farà comodo", Tony prese le sue cose correndo a casa a prepararsi.

Javier si accese una sigaretta girandosi verso Ziva che avanzava verso di lui "Allora? Dimmi che siamo a cavallo"

"Non direi. Hanno dovuto rilasciare il Dottor Malcom, però hanno trovato una foto di gruppo nell'ufficio del Colonnello .… mi faranno sapere". Tra la folla di persone che si riunì a guardare l'uomo basso e robusto dai capelli rossi tirò fuori il tesserino mostrandolo agli agenti di polizia. Ziva restò di sasso quando lo vide arrivare ripensò a qual momento nella hall dell' hotel.

"Un casino bello e buono signori. Lei chi è Javier?"

"Agente speciale Ziva David NCIS"rispose con schiettezza "E lei chi sarebbe?"

"Lui è Frank Peck, DEA"rispose Javier continuando a fumarsi la sua sigaretta "Andiamo a mangiare qualcosa?"

"Andate voi due, mangerò qualcosa in camera, voglio aspettare la foto analizzata"commentò lei delusa per la situazione.

Ziva impaziente si mordeva le dita non sapeva cos'altro fare se non aspettando la foto. Dopo una lunga attesa ricevette la mail di Abby con la foto. La aprì esaminandola con cura, cerano anche tutti i nomi dei componenti. I volti che spiccavano erano quelli del Maggiore O'donnell, il Colonnello Andrews e Frank Peck. Ripensò alla frase "loro due si conoscono" capì subito che Ramirez intendeva il Colonnello Andrews e Frank Peck, le due spie che stavano cercando erano sotto i loro occhi. Mandò subito un messaggio con la foto ad Javier, lo guardò subito "E' appena arrivata la foto, la talpa della DEA è Frank Peck". Restò paralizzato per qualche istante, si rivolse a Peck "Dobbiamo parlare" lasciò i soldi sul tavolo ed uscirono dal locale mettendosi nel vicolo al fianco "Quanto ti ha pagato Lopez per importare la droga?" alzò il tono di voce "Quanto?" Peck cercò di arrampicarsi sugli specchi "Ma di che stai parlando? Io non capisco davvero?". Javier era nero di rabbia, si fidava di lui da sempre tirò fuori il telefono mostrandogli la foto, Peck ormai fu scoperto e non aveva più scuse da dire "Mi dispiace ragazzo" fece un cenno al suo uomo che sbucò da dietro colpendolo con la pistola alla fronte e svenne rompendogli il telefono.

Ziva era preoccupata per Javier che non rispondeva al telefono chiamò McGee "McGee sono Ziva. Javier è sparito non mi risponde nemmeno alle mie chiamate. Gibbs è li?. E' pericoloso, piuttosto vacci con Tony. Come sta venendo qui?" riagganciò il telefono. McGee senza avvertire ne Gibbs ne Vance si diresse dal Colonnello Andrews per arrestarlo. Ziva preparò caricò la sua arma prendendo i ricarica tori infilandoseli nelle tasche della giacca. In quel istante Tony arrivò nel hotel bussando alla sua porta "Ziva apri sono Tony" bussò incessantemente alla porta "Eccomi Tony arrivo. Non dovevi venire qui"Ziva si precipitò alla porta nervosa come un cane.

"Gibbs mi ha detto di correre subito da te!"commentò Tony

"Javier è sparito da tempo ormai, l'ho avvertito che la talpa della Dea era Frank Peck. E McGee è voluto andare da solo ad arrestare il Colonnello" Ziva continuava con avanti e indietro dalla stanza, Tony le prese le mani guardandola negli occhi "Ziva ora calmati, McGee se la sa cavare e noi due andiamo a salvare Javier".

Gibbs nel frattempo era in ospedale da O'donnell "Maggiore sono L'agente speciale Gibbs dell' NCIS, Lopez ha preso suo figlio, e abbiamo scoperto la talpa della Dea. Ma ora deve dirmi la seconda chi è". O'donnell cercò di rispondere alle sue domande "Agente Gibbs, Lopez riforniva di droga la base usando l'agente Frank Peck della Dea e…. e il Colon- nello Andrews e mi hanno scoperto" Gibbs lo guardò con fermezza era pronto per altre domande ma lì infermiera lo fece uscire per non stancarlo. La sua tasca squillò "Gibbs. Cosa? Gli avevo detto di aspettarmi"dopo la chiamata di Ziva accorse in aiuto di McGee.

McGee perlustrò tutta la base in cerca del Colonnello per arrestarlo. Uscì nel campo e scrutò da lontano una squadra di cadetti in corsa seguiti dal Colonello. Con velocità McGee gli andò incontro "Colonnello Andrews, dobbiamo parlare!"

"Che volete ancora?"brontolò con l'agente dell' NCIS mentre si scostava dai cadetti "cinque minuti di pausa cadetti"

"E' in arresto, sappiamo che lei lavora con Lopez ed ha tentato di uccidere O'donnell" ribattè McGee, tirò fuori le manette e il Colonnello si mise alla fuga. Lo inseguì a sua volta Gibbs si fermò dai cadetti "Gibbs. NCIS, dov'è andato il mio collega?" un cadetto gli indicò la direzione con il dito. McGee lo inseguì fino alle caldaie nei piani inferiori, agendo con prudenza si guardava intorno ma non si accorse della presenza del Colonnello alle sue spalle e venne colpito alla testa.

Gli occhi di Javier si riaprirono aveva la testa dolorante si guardò attorno "La mia testa …. ", si toccò la fronte e vide le dite della mano insanguinate. Si ritrovò coricato sul letto nella stanza.

"Ti sanguina la testa amico!" il giovane prese un fazzoletto dal cassetto consegnandoglielo

"Sei il figlio di O'donnell vero?

"Si signore e lei chi è?"

"Agente Javier Pena, sono della DEA. Siamo venuti per salvarti"si alzò dal letto stiracchiandosi.

"Siamo? Io vedo solo te. Bel salvataggio!"sottolineò il ragazzo.

"Vedrai la mia partner arriverà a salvarci" ribadì Javier.

Ziva e Tony erano di fronte alla villa di Lopez mentre pensavano un modo per entrare. Secondo Ziva non c'era tempo di pensare"Seguimi"si precipitò al cancello seguita da Tony poi si rivolse alla guardia "Hola! Mi socio y yo nos gustaría hablar de negocios con López". La guardia non si convinse subito "vete, no puedes probar aquí" Ziva ribadì che volevano parlare con Lopez subito "queremos verlo ahora", la guardia chiamò al telefono della guardiola il capo e qualche istante più tardi li diede il via libera "puedes pasar". Appena dentro alla villa si fecero strada controllando ogni singola stanza mettendo fuori gioco tutte le guardie. Il rimbombo degli spari li avvertì Javier "La cavalleria è arrivata".

"Tony salgo al primo piano tu avi al secondo" poi vide una guardia avvicinarsi a lui "Tony attento", vide la guardia e gli sparò

Al primo piano non c'era nessuno, ispezionò tutte le stanze, raggiunse Tony al secondo

"Non ti muovere, butta la pistola!"Tony la gettò "Gettala anche tu Peck, posso spararti e non te ne accorgeresti nemmeno" con fermezza Ziva lo costrinse "Ora portaci da Javier e dal ragazzo subito!". Peck sapeva di non poter scappare e li condusse da loro. "Javier sono Ziva!", sentendo la sua voce si rallegrò. Peck aprì la porta e Tony consegnò una pistola in più ad Javier

"Dov'è Lopez? Gibbs vuole anche lui"commentò Tony, Peck tenuto sotto tiro fu costretto a portarli da lui

Lopez si aspettava in loro arrivo e come se niente fosse si accomodò al tavolo della sala a mangiare e bere "aquí estás yo te estaba esperando", Tony non capiva lo spagnolo e con tono serio"Parli la nostra lingua grazie".

"Devi venire con noi, sei in arresto, sarai processato in da noi così sarà più difficile assolverti"ribadì Javier

"hahaha … Agente Pena mi fai ridere. Io non credo, le mie guardie ve lo impediranno"continuava a gongolarsi

"E' qui che ti sbagli le abbiamo fatte fuori tutte" Ziva gli si avvicinò ammanettandolo.

Riuscirono a portare in salvo il ragazzo ed arrestare Peck e Lopez.

"Gibbs abbiamo fatto! Torneremo al più presto. McGee?"

"Ziva ottimo lavoro, McGee sta bene, abbiamo arrestato Andrews. Ci vediamo al vostro ritorno".

Una settimana dopo al processo Peck e Andrews vennero condannati ad una pena minore e confessarono tutto che agivano sotto il comando di Lopez. Lopez fu incriminato per omicidio e narcotraffico, la corte lo condannò ad ergastolo in un carcere di massima sicurezza a Washington sorvegliato a vista. Alla fine avevano trionfato.

Ziva strinse la mano ad Javier convincendolo a festeggiare con loro"Javier non ti unisci a noi dobbiamo festeggiare la vittoria!"

"Non so, sono piuttosto stanco"

"Dai non farti pregare, tutti vorremmo che ti unissi a noi e soprattutto Abby, è entusiasta di conoscerti" continuò a convincerlo

Javier gli dispiaceva dirle di no infondo "D'accodo hai vinto verrò con voi!". Abby gli si avvicinò e lo abbracciò "E così tu saresti Javier. Sono Abby. Grazie esserti preso cura di Ziva in Messico". Abby lo baciò sulla guancia e tornò dagli altri. Javier Rimase stupito di conoscere Abby.

"Andiamo socio!" disse Ziva molto felice

"Lui ti ama molto, si vede, Non scordartelo" Javier indicò con lo sguardo Tony poi andarono insieme con gli altri.