TUTTO PER AMORE

Con le prime luci dell'alba Lothlorien si faceva diversa, i primi lievi raggi del sole passavano fra le voglie verdi degli alberi. L'aria non si era ancora fatta calda creando cosi una brezza fresca. Nessuno degli Elfi era in piedi ancora, ma l'elfa Tiniwen era già in piedi e preparava le sue borse in gran fretta.
Tiniwen elfa dai lunghi capelli biondi platino, con occhi azzurri da husky, visino ben definito leggermente tondo. Indossava pantaloni marroni dentro stivali marroni fin sopra il ginocchio, indossava una camicia bianca con maniche corte, sopra un semplice corsetto marrone in pelle (non volgare). Era riparata da un lungo mantello color quercia.
"Sei già pronta ad andare vedo!" La voce della madre la paralizzò qualche istante "Si madre, lo sai che devo farlo, non posso starmene qui senza fare nulla. Il male presto raggiungerà queste terre. Non posso permetterlo". La madre con lo sguardo assonnato prese una mantella avvolgendola alle spalle, abbracciò la figlia "Stai attenta". Tiniwen con gli occhi lucidi accarezzò il viso della madre "Salutami tu papà!".
La voce del padre uscì dall' ombra dell'alba " Ti servirà un cavallo! Prendi Ezra, mi ha salvato la vita in molte battaglie".

Ezra era un Andaluso dal manto grigio chiaro con la criniera di un grigio più scuro, il cavallo era del padre che restò al suo fianco per molto tempo, ed era molto veloce per la sua razza. Corse velocemente e in tre giorni arrivò alle porte di Edoras, da quel giorno pensò subito che fosse stata la sua casa. Con lo sguardo scrutava il paesaggio di Rohan tornando con la mente al presente.
"Tiniwen. Tiniwen!" Aragon la stava chiamando da un bel po', Tiniwen si voltò verso di lui "Scusami, stavo pensando al passato". Con un dolce passo gli si avvicinò "Non gli hai ancora detto nulla?"le chiese Aragorn indicandole con lo sguardo Alcestis poi riprese "Da quanto lo sai?". Tiniwen tacque per qualche istante, si mise le mani sul ventre "Un mese ormai. Non ho avuto ancora il momento giusto per dirglielo, poi non ora nelle sue condizioni". Salutò Aragorn e iniziò il suo giro dai feriti e ammalati. Alcestis un Rohirrim alto dai capelli color mogano - marroni corti, occhi scuri sognanti. Il suo viso pieno faceva risaltare i suoi occhi marroni e i baffetti e la barbetta. Si innamorò fin da subito di Tiniwen da quando arrivò a Edoras due anni prima. In quel momento era insieme ad altri Rohirrim sbronzi dalla festa della sera, barcollavano e ridevano senza motivo.
Tiniwen aveva preparato un infuso di erbe per curare un paziente con una lieve febbre, utilizzò anche della Achillea per guarire la ferita della gamba. Eowyn di unì a lei per aiutarla con i pazienti. "Dovresti riposarti, stai aspettando un bambino, non dovresti stressarti troppo con i pazienti da curare".
"Sto bene, e poi non è cosi pesante", prese delle bende, le arrotolò intorno alla ferita della gamba, si fermò di colpo quando avvertì il conato di vomito mattutino che la fece correre fuori.

Tiniwen vide Aragorn correre da Re Theoden, non sapeva ancora il motivo preciso e poi vide che i fuochi di aiuto erano accesi.

Capì subito che sarebbero andati ad aiutare Gondor, si precipitò subito da Alcestis "Ti devo parlare è importante" il Rohirrim si scostò dai compagni "Stiamo partendo per Minas Thitith, parleremo più tardi promesso" la baciò e tornò dai compagni.

Tiniwen prese i suoi pugnali e la spada sellò Ezra

"vuoi combattere non è vero?"

"Eowyn … non ti avevo sentita …. Certo che voglio combattere ne ho tutto il diritto" le rispose indaffarata a preparare il suo cavallo

"Non dovresti, hai una creatura da proteggere" Eowyn vide la sua determinazione nei suoi occhi "Hai molto coraggio Tiniwen, ti conosco da due anni".

" Io li amo entrambi sia Alcestis che il bambino, non ho forse il diritto di proteggerli?"gli occhi di Tiniwen iniziarono a divenire lucidi. Eowyn l'abbracciò sussurrandole all'orecchio a punta "Combatterò al tuo fianco".

Il tragitto verso Minas Thirith era lungo e Tiniwen rivangò nel suo passato.

Due anni prima

" Posso aiutarla?"… Tiniwen si tolse il cappuccio e scese da cavallo "Mi chiamo Tiniwen. Vengo da Lothlorien"

"Io sono Eowyn, la nipote del re Theoden" si presentò molto calorosamente "Se non vi è di troppo disturbo vorrei stare qui e aiutarvi nei futuri giorni oscuri" rispose Tiniwen.

Eowyn la accompagnò dal Theoden che accettò con molto interesse, Tiniwen era un'ottima guerriera e soprattutto usava la magia degli Elfi con destrezza, conosceva ogni tipo di erba medica, spezie. Si dilettava nel curare i feriti e i malati utilizzando ogni tipo di erbe e la magia. A Edoras serviva una mano in più nel curare i feriti e i malati, difatti Theoden accettò. Il Re era seduto sul trono al suo fianco si trovava Gamling, Eomer e diversi Rhoirrim. Lei addocchiò un Rhoirrim in particolare, che suscitò una certa curiosità. Eowyn la accompagnò subito la sua dimora, piccola ma accogliente. Con il tempo che passava si sentiva sempre più a casa, curava i malati con tutte le sue erbe e con la magia, e i risultati si vedevano, ovviamente lei riusciva a curare fino ad un certo punto, c'erano condizioni che non riusciva a guarire.

Alcestis la stava guardando mentre giocherellava con un bastoncino fra le dita "Vedo che gli abitanti stanno bene, so che vengono da tutto il regno di Rohan.

"Allora sapete parlare, temevo che non vi sareste mai deciso a farlo" disse lei maliziosamente.

Entrò poi in casa controllando tutti i suoi barattoli contenenti le sue erbe "Accidenti!" esclamò, Alcestis entrò senza nemmeno chiedere il suo consenso "che succede?" lei si voltò verso di lui " Te ne intendi di erbe?" le chiese.

"Beh conosco l'erba pipa!" ridacchiò sedendosi sull'angolo del tavolo. Lei prese dal davanzale un libro porgendolo a lui "Hai da fare?"… "No! Perché?" gli domandò sfogliando il libro, "Scarseggio di Athelas, Achillea, Malva, Levistico e per finire Resveratrolo" gli consegnò in mano la lista delle erbe che le occorrevano.

"Ma cos'è il Resv- Resveratrolo?" le domandò perplesso quasi come se fosse un'altra lingua, "è una soluzione antiossidante che si estrae dalla pianta delle more" riprese lei. Lui le se avvicinò dal dietro picchiettando due volte sulla punta dell'orecchio, innervosita gli tolse la mano con la sua "Non permetto a nessuno di toccarmi le orecchie". Prese le borse a tracolla, si infilò i due pugnali nelle fondine poi prese la spada aspettando che lui la seguisse "Allora andiamo?... prendi il libro e la lista".

A cavallo si diressero presso la foresta di Fangorn, scesero da cavallo tenendoli per le redini "Tu cercami Athelas e achillea, io cercherò il resto"le spiegò lei si divisero le borse a tracolla e iniziarono la cerca delle erbe. Il Rhoirrim la foresta di Fangorn non gli piaceva affatto perché sapeva benissimo delle leggende sugli Ent. "vediamo un po'… Athelas è così quindi credo prorpio che questa sei proprio tu" penso tra se. Ne tagliò un bel mazzo con un coltellino per poi metterla nella borsa. "La prossima è la Achillea". Intanto Tiniwen aveva già trovato la Malva, poteva procedere con il levistico e il Resveratrolo. I suoi occhi elfici videro da lontano un bel cespuglio verde prese con se Ezra diretta al cespuglio, si chinò sulle ginocchia prese tra le dita il ciuffo della pianta annusandolo "Sedano … si sei indubbiamente tu" pensò lei. Alcestis trovò un rovo di more ne tagliò qualche rametto ponendolo nella borsa, poi cercò lei per la foresta. Gli Ent borbottarono tra loro così con passò svelto la chiamò "Tiniwen. Tiniwen, dove sei?".

"Che gridi sono qui! Hai preso tutto?" riponendo il suo coltellino per le piante

"Certamente ho trovato anche le more e le ho prese, ma soprattutto il rami" si gongolò e atteggiandosi molto. "Bene allora, abbiamo preso tutto. Possiamo andare. Montarono a cavallo e tornarono a Edoras, ma nel ritorno avverti delle presenze nemiche. "Fermo! Sento qualcosa"si diresse su una collinetta dietro a delle grosse rocce "Mannari! Stanno arrivando".

Sfoderarono le spade gli andarono incontro a cavallo, sgozzandone diversi, ma più ne uccidevano e più ne arrivarono. Tiniwen scese da cavallo estrasse i pugnali e li lanciò perfettamente in fronte ai Mannari, Alcestis rimase stupito dalla sua destrezza in combattimento. Tirò fuori i coltelli dalle teste mentre lui le copriva le spalle, ne arrivò uno da dietro le spalle, lo ferì gravemente nella schiena e cadde a terra. Un mannaro aggredì lui che cadde da cavallo, mordendogli il fortemente il braccio, lei si precipitò subito accanendosi sul Mannaro lo uccise.

"Stai bene?" le domandò dispiaciuta

"Il braccio!" lui le mostrò il braccio sanguinante

"Andiamocene subito, poi ti medicherò" le rispose.

Tornarono a Edoras di gran fretta come se avessero il fuoco alle calcagna, i Mannari erano scomparsi alle porte della città "Mannari, e si avvicinano in gran fretta" urlò lui, gli ordinò di andare a controllare.

Lei lo portò nella sua dimora facendolo accomodare sul letto per curargli il braccio, si procurò delle bende, poi prese le erbe le schiacciò mettendole nella ferita per disinfettarla e attorno ci spalmò un composto di erbe disinfettanti e gli bendò il braccio. Per un instante i loro sguardi si incrociarono, lui avvicinò le sue labbra alle sue continuando per diversi istanti. Le labbra di lui scesero al suo collo, all' inizio lei resistette poi si lasciò andare. Si coricò sul letto e lei si adagiò su di lui, si spogliarono a vicenda dolcemente abbandonandosi tra le braccia uno dell'altro concedendosi all'amore.

Furono ormai arrivati a Minas Tirith, si accamparono sul crinale con l'accampamento, gli occhi di Tiniwen si chiusero, svenne e cade dal cavallo. Eowyn chiamò Alcestis in segno di aiuto.

Alcestis la prese in braccio seguito portandola nella prima tenda libera, la distese sul letto togliendole le armi che portava addosso. Eowyn lo mandò fuori "Ci penso io a lei, ti chiamo quando si sveglia"le ordinò senza pensarci un' istante. Portò la mano sulla fronte bollente, prese dell'acqua, la versò nella bacinella vicino al letto. Prese le bende imbevendole prima di sistemarle sulla fronte. Mentre dormiva Eowyn preparò lo stufato offrendolo a tutti lasciandone una porzione per la sua amica indisposta. Alla fine del girò tornò da lei trovandola fuori dal letto "Che ci fai in piedi? Torna subito a letto!" le ordinò posando la ciotola sul tavolino al fianco del letto. "Sto bene Eowyn" ribatte. Eowyn spazientita la riportò a letto, le toccò la fronte e la febbre era scesa. "Tu non stai bene, te lo avevo detto che eri pallida e stanca e soprattutto non dovresti sforzarti con il bambino". Tiniwen sbuffò e si rimise a letto "Quanto ho dormito?"

"Almeno due ore. E ora mangia lo stufato!" rispose Eowyn.

Fuori dalla tenda Alcestis faceva avanti e indietro, senti la voce di Eowyn che lo chiamava di entrare, entrò di tutta fretta precipitandosi dalla sua amata. La sommerse di baci, Eowyn li interruppe "Io vi lascio soli".

Lei le prese la sua mano appoggiandola sul suo ventre con gli occhi fissi su lui "Sono incinta…. Lo so da un mese" dopo la notizia la fissava sbalordito.

1 mese prima

Seduto sul letto di lei si rivestì dopo la notte passata on lei, Tiniwen si svegliò allungo la mano sulla sua schiena e la accarezzò "Vai di già?" le chiese "Devo andare con Eomer e i Rhoirrim a cercare il figlio del Re" commentò, si alzò per finire di vestirsi, lei si tirò su coprendosi l seno con le lenzuola poi prese la vestaglia e raggiunse il suo uomo aiutandolo a mettere l'armatura. Lui le picchiettò due volte la punta del suo orecchio. Quel gesto significava che l'ha amava. Tornato in se da quel ricordo la fissò di nuovo alzandola dal letto, la sollevò sotto le braccia tirandola su. "Mettimi giù …. Devo vomitare"la lasciò a terra e corse fuori dalla tenda.

Alcestis si sedette prendendole la mano "E' chiaro che non scenderai in guerra. Non lo posso permettere!"

"Come?! Io sto bene, devo farlo per proteggere te e il bambino"ribatte lei, "Non te le posso lasciar fare" lui alzò il tono della voce alzandosi bruscamente dal letto. "E secondo te che dovrei fare restare qui ad aspettare che mi diano la notizia che sei disperso o morto?!. Scordatelo!"la sua voce rituonò. Seccato uscì dalla tenda scontrandosi con Eowyn, la afferrò per il braccio "Non farla uscire, non voglio che combatta …. Devi promettermi che qualunque cosa succeda ti prenderai cura di lei". Senza volerlo strinse più forte e Eowyn lo guardò stizzita "Lasciami subito il braccio …. Comunque lo prometto".

I Rhoirrim guidati da Theoden si misero in marcia verso il campo di battaglia, Tiniwen si camuffò come Pipino e Eowyn, si nascose fra le fila dei soldati. Guidati dal loro Re iniziarono la carica falciando gli orchi. Il rumore dello scontro delle spade e le grida squillarono nel trambusto. Tiniwen combatteva con destrezza abbattendo il nemico, i suoi pugnali elfici erano micidiali, le lame affilate trapassavano le gole degli orchi permettendole di passare. Alcestis non se la cavava male nemmeno lui, con la sua spada abbatteva i nemici. Gli elefanti si avvicinarono velocemente abbattendo molti cavalieri che tentarono di passarci sotto o di fianco. Uno di loro scaraventò a terra Alcestis facendolo cadere da cavallo, Eomer lo vide in difficoltà così abbattè l'uomo sull'elefante "Tutto bene? Alcestis?" gli chiese Eomer

"Si Signore!. grazie" con uno mezzo sorriso lo ringraziò.

Tiniwen con gran velocità ordinava a Ezra in elfico le direzioni da prendere. Per lui era un dovere difendere e proteggere la sua padrona. Nel attaccare i nemici venne colpita al braccio da una spada di orco che senza pensarci due volte gli staccò la testa. Per peggiorare le cose arrivarono i Nazgul che si scaraventarono contro i soldati. La fine della battaglia era vicina, Alcestis padroneggiava la sua spada in modo onorevole e perfettamente abbattendo il nemico uno dopo l'altro. Non si accorse che stava per essere attaccato alle sue spalle, una lama lo trafisse infondo alla schiena sulla destra. Si girò di colpo verso il suo aggressore uccidendolo, ma un pezzo della lama gli restò conficcata dentro e cadde a terra. I cavalieri erano in difficoltà li stavano decimando senza difficoltà, ma grazie all'esercito di morti guidati da Aragorn ne stavano uscendo vittoriosi.

I Nazgul abbattuti, gli elefanti pure i sopravvissuti cercarono i propri congiunti guerrieri ancora in vira. Tiniwen cercava disperata il suo uomo continuando a cercarlo e chiamandolo "Alecestis. Alcestis", con la sua vista acuta riconobbe il suo corpo morente. Corse più in fretta che poteva "No, no, no…. Alcestis…" con gli occhi lacrimanti continuò a parlarci per svegliarlo. Lentamente i suoi occhi si aprirono felice di vederla "Sei tu …. Avevo pe- pen-pensato che non- non avresti ascolta-to le mie parole"gli rispose sforzandosi di parlare già sapendo che le forze lo stavano abbandonando.

"Tu non puoi morire …. devi rimanere vivo per vedere crescere nostro figlio" tra sommessi singhiozzi e le lacrime che le scendevano sul viso lo prese fra le sue braccia "Io ti salverò, con la magia elfica ci riuscirò".

"La magia elfica non- non può guarire ogni ferita... Ho un pezz-pezzo di lama conf-ficcato" lui allungò la mano picchiettando la punta del suo orecchio con la forza che gli rimase, poi le disse "Ti amo" e chiuse gli occhi per sempre. Tiniwen non potè crederci, cercò di richiamarlo a lei ma lui non le rispose. Gemette grida di dolore attirando Legolas "Nooo. Non mi lasciare!", le se avvicinò mettendole una mano sulla spalla pregando per lui in elfico.

"Andiamo, non puoi fare più nulla. Vieni con me" mormorò Legolas al suo fianco.

"Lo voglio seppellire come si deve …. A Ithilien" rispose lei baciando la fronte del Rhoirrim caduto. Lo caricò su Ezra portandolo a Minas Tirith. Ripulì il suo corpo con essenze profumate, prese un telo pulito bianco e lo avvolse attorno a lui. Accompagnata da Legolas si diresse a Ithilien per la sepoltura. Scavò una buca ai piedi di una quercia riponendoci il corpo. Lo ricoprì con la terra decorando il tutto con fiori colorati. Tagliò con il pugnale un pezzo di legno incidendoci sopra in elfico la scritta "Alcestis un Rhoirrim coraggioso ricordato per sempre dal suo amore ricambiato". Tiniwen restò a vegliare tutta la notte sulla tomba mentre Legolas sorvegliava i dintorni prevedendo un arrivo di qualche orco.

Alle prime luci dell'alba un cavallo si avvicinò, era Eowyn vestita in azzurro, Legolas le mostrò la tomba dove ai suoi piedi c'era Tiniwen addormentata."E' stata a qui tutta la notte accanto a lui" dissè Legolas con tono affranto.

" vieni con me" le sussurrò nell'orecchio

"Eowyn siete voi. Hai visto che bella Legolas mi ha dato una mano" le rispose ancora assonnata

"E' bellissima, mi dispiace molto per la tua perdita." Eowyn si sedette accanto a lei poi riprese "Lui mi ha fatto promettere che mi sarei presa cura di te, e manterrò la mia promessa. Ora vieni con me a Minas Tirith,voglio presentarti Faramir" si alzò in piedi tendendole la mano.

Tornarono tutti e tre a Minas Titih la battaglia non era ancora finita.

Nove mesi dopo

"Forza spingi. Spingi. Ecco così" Eowyn la incoraggiava a spingere con diverse urla e i lamenti di Tiniwen le urla del neonato iniziarono.

"E' un maschio" dissè Eowyn mostrandolo alla madre

Lo prese in braccio con lacrime di felicità "Ma come sei bello! È un mezzo elfo, ha i suoi occhi li riconosco in lui"

"Che nome li vuoi dare?" le domandò Eowyn

"Leiden. Lo chiamerò Leiden" le rispose la madre.

Eomer e Faramir facevano capolino da dietro la porta curiosi di vedere il bambino. Ora che il padre non c'era più toccava lei a prendersene cura iniziando così una nuova stirpe.